Amsterdam accoglie l'Eurovision in Concert

giovedì, 18 aprile 2013 - 06:54:17 condividi su facebook
Dal nostro inviato
Patrizia Braghin

AMSTERDAM, 13 aprile. Sul palco del Melkweg si sono confrontati suoni variopinti che arrivano da tutti gli angoli dell’Europa per questo primo evento promozionale ed ufficiale dell’ESC 2013.
Sono stati 25 i paesi che hanno partecipato a questo fantastico evento.


Nel pomeriggio, durante un incontro riservato alla stampa, abbiamo conosciuto le 25 delegazioni presenti al concerto. La cosa che ci ha colpito è stato vedere fianco a fianco tanti artisti provenienti da tutta Europa e carpire immediatamente lo spirito della manifestazione.
Non si tratta di una gara che deve necessariamente decretare il vincitore ma di una vera esperienza socio-culturale nella quale la musica funge da biglietto da visita e da collante unendo sotto un’unica bandiera paesi, radici e tradizioni diverse.
Un’esperienza che arricchirà l’anima ed il cuore degli artisti, che creerà legami duraturi e che, certo, per qualcuno costituirà il trampolino di lancio, il primo passo, verso una carriera europea.
Due ore e mezza di musica colorata, etnica, pop, dance, folk, rock, ballad, di tanti live acts diversissimi tra loro in un piccolo club stracolmo (1200 persone).

Tanta musica si, ma purtroppo abbiamo riscontrato poca originalità. Canzoni mediamente orecchiabili e gigione, di facile presa come quelle dell’Austria (Natalia Kelly, Shine), Slovenia (Hannah Mancini, Straight into love), Belarus (Alyona Lanskaya, Solayoh), l’Irlanda (Ryan Dolan, Only love survives), Belgio (Roberto Bellarosa, Love Kills). Molte le ballad classiche come quelle di Israele (Moran Mazor, Rak Bishvillo), San Marino (Valentina Monetta, Crisalide), Moldova (Aliona Moon, O mie) e Georgia (Nodi & Sophi, Waterfall).
Si è certamente fatta notare sia nell’incontro con la stampa che sul palco la finlandese Krista Siegfrid per il suo look eccentrico e naif e per la sua line-up tutta al femminile.

Molto particolare l’esibizione del controtenore Cèzar, Romania, purtroppo sottotono a causa di una pessima gestione tecnica dell’audio (nota dolente della serata con la conduzione dello show).
Si sono poi distinti per sonorità folk la Grecia (Koza Mostra & Agathonas, Alcoohol is free), Malta (Gianluca Bezzina, Tomorrow), la Svizzera (Takasa Heislarmee, You and me).
Una menzione particolare va alla Francia e all’Italia, le sole voci fuori dal coro del concerto, sia per essere le uniche canzoni finaliste di diritto, sia per la forza e la classe dei loro rappresentanti.
Molto intensa e passionale l’esibizione di Amandine Bourgeois (L’Enfer et Moi), brano rock-noir, con un ammiccamento al blues. Il nostro rappresentante Marco Mengoni in elegantissimo completo tone sur tone, con il suo incedere timido ed emozionato, ha portato sul palco un tocco di classe ed un’esibizione impeccabile e molto sentita de L’essenziale. Per lui è stato il vero debutto ufficiale su un palco europeo.
Abbiamo osservato con attenzione il pubblico presente in sala: eterogeneo, adulto, cosmopolita e decisamente più attratto dai brani ritmati e dai live act spettacolari che dai pezzi lenti, molti di loro conoscevano a memoria quasi tutti i brani.
Tuttavia, sportivamente, ed in linea con lo spirito universale dell’Eurovision, ci sono stati grandi applausi per ogni artista.

Purtroppo l’ESC è ancora sottovalutato in Italia e potremmo desumere che la Rai non è ancora pronta o intenzionata a vincere (anche se quest’anno le probabilità sono ottime) ma da questa breve e meravigliosa esperienza abbiamo capito cosa significa l’Eurovision Song Contest nel resto dell’Europa.
Un grandissimo e spettacolare evento musicale senza barriere culturali ed un foltissimo esercito di fans appassionati. La musica globale ben lontana dallo stereotipo ghettizzato a cui siamo abituati in Italia.


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